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Ecco perchè il Veneto ed il Friuli hanno bisogno di uno switch-over al digitale terrestre.

Dopo la doccia fredda di ieri, in cui sostanzialmente il CNID (Comitato Nazionale Italia Digitale) ha deliberato per uno switch-off senza switch-over in Veneto vorrei provare a spiegarvi due cose e farvi capire quanto sia folle questo piano.

Intanto, di che cosa diavolo stiamo parlando?

Stiamo parlando delle date appena decise per lo spegnimento della TV analogica nelle regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, ma non solo; a questo processo saranno interessate anche la Lombardia, il Piemonte orientale e l’Emilia Romagna. Sintetizzando, verranno chiusi tutti i canali TV analogici trasmessi fino ad ora (cioè quelli che riuscite a sintonizzare sul vostro televisore oggi, senza ricorrere a scatolotti per il digitale) e contestualmente da tutte le frequenze da cui trasmettevano i canali verranno trasmessi dei segnali digitali.

Cosa si intende per switch-over?

Lo switch-over è fondamentalmente una fase transitoria, durante la quale però vengono presi i canali televisivi Rai due e Rete 4 e vengono digitalizzati. In buona sostanza la gente senza scatolotto per il digitale o senza TV “nuovo modello” può ancora vedere le trasmissioni come prima, però non riesce più a sintonizzare i due suddetti canali; per poter continuare la visione gli spettatori vengono costretti a dotarsi dei famosi scatolotti per il digitale oppure di una TV “nuovo modello” (che la circuiteria degli “scatolotti” ce l’ha incorporata).

Praticamente una parte dei telespettatori (la maggioranza si spera) opta per mettersi in casa uno fra nuovo scatolotto o nuova TV e continua a ricevere bene o male gli stessi canali nazionali che vedeva prima, oltre che ad una selezione di canali trasmessi esclusivamente sul digitale terrestre. Gli altri possono ancora continuare a vedere la televisione senza cambiare apparecchiatura, ma non avranno più accesso ai due canali digitalizzati.

Cosa si intende per switch-off?

Allo switch-off le emittenti chiudono tutti i propri canali e contestualmente li riaprono in digitale. Chi non si adegua, acquistando uno o più “scatolotti” o una TV di nuova generazione vedrà neve su tutti i canali che fino al giorno prima riusciva a ricevere.

Perchè mi dovevano rompere le scatole con questo digitale terrestre?

Perchè fondamentalmente offre due vantaggi per spettatori ed emittenti:

  • E’ possibile trasmettere un numero maggiore di canali televisivi rispetto a prima
  • E’ possibile trasmettere alcuni canali in alta definizione

Qual’è il problema allora?

Il problema è che se oggi ricevete un canale televisivo “male” (cioè con molto effetto “neve”) è più che possibile che non siate in grado di riceverlo affatto quando verrà digitalizzato. Probabilmente avrete bisogno di rivolgervi ad un’antennista, e pagare salato per farvi sistemare la vecchia antenna che fino ad oggi andava benissimo. Nel caso peggiore non potrete più ricevere uno o più canali, ed allora la vostra unica speranza sarà un’antenna parabolica e una tessera di tivùsat o un abbonamento a sky.

Quando si passerà definitivamente al digitale terrestre?

Il CNID ieri non ha saputo scegliere delle date precise, per cui questi sono i periodi indicativi durante i quali dovrebbe avvenire questo cambiamento:

Piemonte orientale, Lombardia, le provincie di Piacenza e Parma dal 15 Settembre al 20 Ottobre.

Veneto dal 21 Ottobre al 25 Novembre.

Emilia Romagna dal 21 Ottobre al 25 Novembre.

Friuli Venezia Giulia dal 21 Ottobre al 25 Novembre.

Liguria dal 26 Novembre al 20 Dicembre.

Ecco, dopo aver detto tutto questo arriva la mazzata. Fatta salva la Lombardia ed un paio di provincie in cui verrà effettuato lo switch-over, in tutte le altre regioni verrà effettuato direttamente lo switch-off. Questo significa che da un giorno all’altro verranno spente decine di canali e riaccesi in tecnica digitale. E’ vero che entro tale data l’evento verrà abbondantemente pubblicizzato, ma è altrettanto sicuro che moltissime persone si presenteranno totalmente impreparate al momento fatidico; non è una supposizione, è un dato di fatto comprovato da tutti i disagi avuti in tutte le regioni in cui è già stato effettuato questo passaggio, e parliamo di milioni di persone, non solo anziane, che per giorni non sono stati in grado di ricevere nulla. Per molte di queste persone la televisione è l’unica compagnia a loro disposizione.

Il giorno dello switch-off con ogni probabilità ci saranno almeno 500.000 persone fra Veneto e Friuli che non potranno più vedere la televisione senza richiedere l’intervento di un’antennista. Ed è un calcolo estremamente ottimistico, credetemi.

Se invece avessero optato per lo switch-over, rendendo più “morbido” il passaggio molta gente già in primavera si renderebbe conto di avere impianti non ottimali per questa nuova tecnologia. Ed invece si è preferito per la prima volta non effettuare uno switch-over perchè statisticamente si è sempre visto che alla “digitalizzazione” di Rai due e Rete 4 si è sempre susseguita un’emorragia di telespettatori.

E poi non ne posso più di accendere la televisione e ritrovarmi Triveneta Network sui canali 1, 2 e 3…

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